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​“Danza e dimentica il resto”: Japan Pom Pom, le cheerleader over 60 che stanno conquistando il mondo

Ricominciare. Questa primavera inoltrata, che arriva dopo oltre un anno da quando il concetto di normalità è stato inevitabilmente riscritto, sembra farsi rappresentare da questa parola come mai prima. Questa primavera riscopriamo finalmente il piacere di sedere a un tavolo per una cena all’aperto o un’uscita fuori porta. Soprattutto torniamo a emozionarci al cinema o in teatro, perché è questo che, a pensarci bene, ci è mancato più di ogni cosa. Ed è con la riapertura delle attività legate alla cultura e agli spettacoli che oggi vorrei incuriosirvi presentandovi un progetto assolutamente insolito che sta guadagnando sempre più notorietà: Japan Pom Pom, la squadra di cheerleading giapponese guidata da Fumie Takino.

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​Cos’è il cheerleading?

Japan Pom Pom cheerleaders
Le Japan Pom Pom durante uno spettacolo

Sebbene in Italia non sia molto praticato – lo conosciamo quasi esclusivamente perché lo abbiamo visto in film e serie tv importate dagli Stati Uniti – il cheerleading come sport è popolare in tutto il mondo. Si tratta di una disciplina a 360 gradi, che richiede capacità di atletica, flessibilità, forza muscolare, resistenza, grazia e coordinazione. Per questi motivi, il cheerleading è generalmente associato all’idea di giovinezza. Almeno finché non sbarca in Giappone, e si sa che, quando i giapponesi toccano qualunque cosa, sono in grado di riscriverne le regole e trasformala in qualcosa di unico.

Parlavo poco fa di Japan Pom Pom, una squadra di cheerleading con una inaspettata peculiarità: tutti i membri del gruppo sono Over 60. Anche loro, distanziate e con mascherine indosso, hanno ripreso le attività dopo diversi mesi di stop, inarrestabili e appassionate come sempre.

​La visione di Fumie Takino, rovesciare gli stereotipi

“Man mano che l’età aumenta, l’immagine che abbiamo di noi stessi non sembra invecchiare di pari passo. Ci sembra che il nostro volto sia sempre uguale, lo stesso di trent’anni prima”.

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Fumie Takino, 89 anni, fondatrice delle Japan Pom Pom

Con queste parole Fumie Takino, la 89enne fondatrice della squadra, racconta la sua percezione del mondo e dello sport cui ha scelto di dedicarsi. Certo, a guardarla bene è facile darle ragione: il suo volto dimostra sul serio almeno trent’anni di meno, così come il suo corpo tonico e ben modellato. Lo stesso vale per le 17 cheerleader della squadra, tutte di età compresa tra i 60 e gli 82 anni e selezionate in un impegnativo provino: in formissima e fiere di indossare costumi dai colori sgargianti costellati di paillette e lustrini, danno il massimo ogni volta che scendono in campo.

Ad oggi le Japan Pom Pom stanno riscuotendo un discreto successo e sono conosciute in quasi tutto il mondo per la loro partecipazione a trasmissioni popolari ed eventi di beneficenza. Una fama che è arrivata, però, solo grazie a un’incrollabile forza di volontà.

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​“Non aver paura di provare tutto”

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Japan Pom Pom durante un recente allenamento.

Quando, nel 1996, le Japan Pom Pom hanno fatto il loro esordio si sono scontrate con i radicati pregiudizi che vorrebbero gli sport di coordinazione come prerogativa dei giovani. Così, all’inizio, anche loro sono state accolte con i soliti sorrisi di condiscendenza dedicati alle persone avanti negli anni che decidono di mettersi alla prova su campi e piste da ballo. “Le nonne ballerine” è diventato in poco tempo il loro soprannome ufficiale. Per non parlare delle critiche dei benpensanti nell’educatissimo Giappone: donne di una certa età con addosso costumi aderenti e appariscenti? Vergognoso!

Ma la Takino e le sue compagne di avventura non si sono mai perse d’animo. In un Paese dove l’età media è sempre più alta e non è insolito toccare la soglia dei cento anni, non ha senso pensare che opportunità e occasioni debbano concentrarsi esclusivamente nei primi decenni di vita. E così, tra parapendio, ukulele, immersioni e corsi di spagnolo, Fumie allena ogni giorno il corpo e la mente e trasmette il suo entusiasmo a nipoti e pronipoti. Un entusiasmo contagioso e che dovrebbe farci riflettere: ha ancora senso, nel 2021, imporre aspettative e limitazioni sulla base dell’età di una persona? Forse sarebbe il caso di sdoganare tabu e pregiudizi e concederci di vivere tenendo il passo dei nostri ritmi e dei nostri desideri. E, delle definizioni e dei nomignoli, poco importa.

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