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​Sindrome di Wanderlust non ti temo: come preparare il bagaglio in maniera impeccabile

come preparare il bagaglio
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Non si può parlare di viaggio senza menzionare il bagaglio, croce e delizia di tutti gli esploratori, accessorio immancabile in ogni itinerario. Come preparare il bagaglio in maniera impeccabile? È questa la domanda che ognuno si pone prima di intraprendere un nuovo tragitto. Il dubbio di dimenticare qualcosa di importante è un tarlo onnipresente, seguito a ruota dalla complementare preoccupazione di sovraccaricarsi di capi e oggetti inutili.

Niente panico: in questo articolo analizzeremo una serie di regole indispensabili per preparare il bagaglio in modo che si possa viaggiare senza mai dimenticare nulla e allo stesso tempo senza appesantirsi.

​Il bagaglio: non solo un complemento di viaggio, ma una metafora di vita

Fonte di studiati ragionamenti organizzativi e palestra di abilità logiche a fondamento di incastri e compressioni, il concetto di bagaglio è così intimamente connesso a quello di viaggio che persino in senso metaforico è pregno di significati.

Come un nuovo itinerario è metafora di vita, così anche la valigia che scegliamo di portarci dietro racconta di noi più di quanto vorremmo… ma su questa riflessione tornerò tra poco. Per il momento preferirei concentrarmi sull’atto pratico e su come organizzare il bagaglio in maniera impeccabile.

​Preparare il bagaglio: restare leggere in ogni situazione

Less is more è una regola valida nel lavoro quanto nella vita, e ancora di più quando si tratta di scegliere cosa mettere in valigia. La soluzione ideale sarebbe sempre quella di viaggiare leggere – magari acquistando direttamente sul posto qualche capo unico che non potremmo reperire altrove – ancora meglio se solo con un bagaglio a mano.

Questo, certo, compatibilmente con l’itinerario: è chiaro che, se la destinazione è un luogo freddo, i capi che porteremo con noi occuperanno molto più spazio rispetto a una selezione di abitini estivi, ma con qualche accorgimento è possibile viaggiare preparate senza dover trascinarsi dietro inutili valigioni.

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​Come preparare il bagaglio: la regola del 3

Il principio basilare da seguire, quando si prepara un bagaglio, è la cosiddetta regola del tre.

Si tratta di un trucco molto semplice che permette di ottimizzare gli outfit da utilizzare a destinazione: inserire in valigia tre capi per ogni categoria, quindi tre top, tre bottom e così via.

Procedimento ideale è disporre sul letto i capi scelti prima di inserirli nel bagaglio e valutare i possibili abbinamenti: preferire colori e fantasie non troppo rumorosi permette di creare molte combinazioni diverse, da sfruttare se, ad esempio, per qualche motivo abbiamo la necessità di lavare un capo e attendere i tempi di asciugatura.

preparare il bagaglio regola del 3

Idem per gli accessori: scegli sempre quelli più facilmente abbinabili senza appesantire il tuo bagaglio ma preferendo le soluzioni più versatili, come ad esempio una pashmina, che può fare sia da foulard che da stola nel caso le temperature dovessero calare.

Una volta realizzato il nostro basilare armadio da viaggio, possiamo permetterci di aggiungere qualche piccola eccezione, non oltre il numero di uno: un abito nel caso fosse prevista una cena informale, un gioiello semplice per arricchire gli outfit.

Seguire questa semplice regola permette di essere sempre impeccabili anche in soggiorni della durata di una settimana, mentre, per uscite che si limitano al weekend, la regola del tre può trasformarsi nella regola del due, con la certezza che i capi portati saranno più che sufficienti.

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​3 suggerimenti da seguire prima di preparare il bagaglio

L’organizzazione è sempre la chiave di tutto. Quindi, per essere viaggiatrici preparate, ecco tre suggerimenti di cui tener conto nei giorni precedenti alla partenza:

1. Prepara una lista di ciò a cui non puoi assolutamente rinunciare: farmaci per patologie croniche, complementi per l’igiene personale, oggetti di uso comune come ad esempio occhiali. Concediti un paio di giorni per scriverla, in modo da non dimenticare nulla di necessario ed eventualmente depennare quello di cui potresti fare a meno. Tieni la lista a portata di mano quando ti appresti a preparare il bagaglio per essere certa che non manchi nulla.

2. Tieni presente il luogo dove sei diretta. Se si tratta di una vacanza al mare, puoi permetterti di portare con te solo un paio di sandali per la sera, mentre potrebbe essere necessario un costume da bagno in più. Se invece è un viaggio di lavoro, fai spazio per un outfit informale e limitati a un solo abitino leggero nel caso in cui dovessi avere un pomeriggio libero per bagni o passeggiate.

3. Porta con te creme e saponi in formato da viaggio: non solo avrai più spazio a disposizione in valigia, ma anche meno problemi in caso di spostamenti in aereo, considerate le limitazioni sul trasporto di liquidi e gel.

​Solo bagaglio a mano, una lettura illuminante per tutte le amanti dei viaggi

Dopo questa carrellata di informazioni pratiche, passiamo alla riflessione più profonda cui accennavo all’inizio, quella secondo la quale l’abilità di raffinamento e selezione che si impara in anni di escursioni e vita da pendolari incontra la psicologia.

Viaggiare bene significa soprattutto essere leggere. È questa la riflessione di fondo di Solo bagaglio a mano, elogio della leggerezza, lettura che mi sento di consigliare a tutte le giramondo affette da sindrome di Wanderlust per le quali lo zaino in spalla è uno stato mentale.

Questa lunga dissertazione a opera di Gabriele Romagnoli è, infatti, un compendio di suggerimenti su come viaggiare liberi, che si riflettono inevitabilmente su una sfera molto più intima. La storia parte da un’occasione tutt’altro che leggera: un finto funerale nel quale l’autore viene messo di fronte alla propria mortalità.

Un aneddoto tagliente e sorprendentemente macabro da utilizzare in apertura di un volume, eppure da una tale situazione nasce una saggezza che mi ha colpita sin dalla prima lettura, forse perché è proprio spogliandosi di ogni cosa che ci si rende conto del peso dell’essenziale.

Si dice che l’ultimo viaggio lo si effettui senza alcun fardello, e allora perché lasciarsi ingombrare da carichi inutili finché si ha la possibilità di vivere? Questa riflessione, che ricorda un po’ L’arte del riordino che tanti proseliti raccolse diversi anni or sono, è un invito alla leggerezza, sia essa materiale o interiore.

È un punto di vista che rovescia del tutto la nostra percezione dell’esperienza e del trascorrere degli anni, dove è il futuro ad essere una valigia di aprire e non il passato a caricarsi di ricordi, luoghi e persone.

Un punto di vista che raccomando a tutte le amanti dei nuovi itinerari, con una sola e unica regola in mente: viaggiate leggere!

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