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“Insieme si va più lontano”: Compagnie XY, quando la danza incontra il circo

compagnie xy mobius
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C’è chi li definisce architetture senzienti, chi descrive il loro lavoro come al crocevia tra sogno e gravità, e chi invece fatica a trovare le parole, perché racchiudere l’esperienza della Compagnie XY dentro un’etichetta, per quanto elaborata, non le renderebbe giustizia.

Insieme si va più lontano”, si legge sulla home page del sito web della Compagnia, ed è assolutamente così: le loro coreografie sono delle vere e proprie costruzioni nelle quali ogni elemento è indispensabile all’insieme.

Proprio un paio di mesi fa, a metà settembre, questa collettiva di acrobati ha visitato anche Roma con il suo ultimo lavoro, Möbius, un compendio di danza e acrobazia ispirato ai movimenti della natura.

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​Perché dovremmo riscoprire il Circo come eredità artistica inestimabile

C’è un’abitudine sempre più diffusa che sembra voler scardinare le fondamenta di quella che è un’istituzione di grande valore artistico: utilizzare il termine circo come sinonimo di luogo affollato da ipocrisia e inettitudine.

Quanto miope possa essere un vizio del genere è subito evidente nel momento in cui si osserva un gruppo di circensi al lavoro: una ricerca continua di spettacolarità e armonia, con allenamenti durissimi e corpi che vengono spinti ai limiti delle umane possibilità. Un’arte rifinita e pura, che racchiude in sé tutto ciò che essere un artista rappresenta: il duro lavoro su se stessi, la capacità di sognare e far sognare e, soprattutto, una competenza tecnica così fine da far sembrare un’acrobazia la cosa più semplice del mondo.

Ed è così che accade dietro le quinte degli spettacoli della Compagnie XY, un vero melting pot di acrobati e professionisti confluiti qui dalle scuole di circo più prestigiose del mondo, che da quindici anni lavora per rivestire l’arte circense di ispirazioni sempre nuove.

Ma, per incuriosirvi, vi parlerò principalmente dei loro spettacoli più conosciuti: Les Voyages e il già citato Möbius.

​Les Voyages, quando il palco diventa tridimensionale

La Compagnie XY si pone prima di tutto come un progetto che vuole riscoprire lo spazio, un terreno di gioco aperto ai quattro venti dove riscoprire le proprie fondamenta. Ed è lo spazio a dare ai Voyages della Compagnia un significato profondo.

I dieci “viaggi urbani” realizzati in occasione di questo progetto vedono gli acrobati impegnati nella colonizzazione di angoli di città, parchi, edifici e strade, arricchiti e riscritti da un elemento umano che diventa forma.

Ed è sorprendente vedere in che modo i movimenti degli artisti diventano architettura, una vista da lasciare a bocca aperta e far venire le vertigini al tempo stesso. Ogni “viaggio” ha come scenario una città europea, rendendo di fatto i singoli spettacoli delle opere uniche, che si adattano ai confini urbani delle località riscrivendosi ogni volta.

Che è, in fondo, quello che accade con uno spettacolo itinerante: ogni scena non è mai uguale a se stessa, e vale non solo per le performance degli artisti, ma anche per la scenografia, la luce, i colori, persino la temperatura.

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​Möbius, un ritorno alla natura ispirato dalla natura

Ben 19 sono, invece, i performer coinvolti nell’ultima fatica della Compagnie. Coreografato da Rachid Ouramdane, lo spettacolo porta in scena scorci rubati alla natura e interconnessi in una trama dai ritmi serrati e dalle visioni psichedeliche, perché vedere un essere umano volare lascia sempre interdetti in una qualche maniera.

Ecco che in Möbius l’uomo si lascia guidare dalla natura, dai movimenti degli stormi nei cieli autunnali o dei banchi di pesci nella loro leggiadra e perfetta sincronia. È uno spettacolo che vive nel divenire, dove ogni cosa muta e si trasforma, ma sempre senza che le cuciture dell’una e dell’altra trama siano visibili. Esattamente come il nastro di Möbius, da cui prende il nome, che è una superficie chiusa e continua dove il dentro si fonde con il fuori.

Ma forse, meglio ancora di me, lo esprimono i versi di Rilke scelti per sintetizzare lo spirito dell’opera:

Lo spazio in noi altro non è

che intensità di cielo,

solchi di uccelli, profondità

di venti del ritorno.

Una perfetta sintesi, non solo di questo spettacolo, ma di tutto ciò che la Compagnie XY rappresenta.

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