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​“Ogni giorno è un buon giorno”, Noriko Morishita e la cerimonia del tè come rappresentazione di vita

cha no yu cerimonia del tè
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Ci sono cose che puoi provarci quanto e come vuoi ma non le capisci finché non arriva il momento giusto. Però quando poi un giorno le capisci, dopo non puoi far finta di niente”.

Cha No Yu, letteralmente “acqua calda per il tè”, è il nome di una tradizione antica, che veicola un intero universo di gesti, meditazioni e – sorprendentemente – scoperte di vita. Almeno lo è per chi è disposto a lasciarsi guidare in un viaggio che è specchio della vita stessa, dove non si ha contezza dei giorni ancora da camminare e dove ogni rivelazione arriva col suo tempo e il suo spazio.

È questo il messaggio principale di Ogni giorno è un buon giorno, il long seller di Noriko Morishita del quale vorrei parlarvi oggi.

​Riflessioni su Ogni giorno è un buon giorno, come ciò che apprendiamo influenza ciò che siamo

ogni giorno è un buon giorno

Quindici gioie che il tè mi ha insegnato è il sottotitolo di questo viaggio attraverso una delle tradizioni zen più affascinanti: la cerimonia del tè giapponese. L’ho definito viaggio per un motivo: il libro è scritto sotto forma di saggio, ma non è un manuale, racconta della vita dell’autrice, ma non è una biografia. È semplicemente altro.

Ogni giorno è un buon giorno è un compendio di ricerche, epifanie, emozioni e rivelazioni che si dipanano attraverso i gesti di un rito antico, specchiandosi e rincorrendosi alla stregua delle stagioni in un continuo e ininterrotto divenire.

La storia comincia con una giovanissima Morishita che si avvicina, su consiglio della madre, allo studio del Cha No Yu e che, attraverso la pratica meditativa impara a maturare. Da studentessa ventenne svogliata e senza uno scopo, Noriko troverà la sua strada come maestra della cerimonia del tè oltre venticinque anni dopo. Nel mezzo, un’intera vita di insegnamenti.

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​Oltre la superficie: i significati nascosti a chi non sa vedere

Prenditi il tuo tempo. Vivi il momento presente e non farti travolgere dalle distrazioni. Guarda il mondo intorno a te come se fosse la prima volta. Ascolta la natura, asseconda le stagioni. Obiettivi a cui tutti aspiriamo, certo, ma che non sappiamo mai come raggiungere”.

C’è un motivo se le culture orientali, e quella giapponese in particolare, mi affascinano così tanto: ogni tradizione o espressione artistica tipica dell’Estremo Oriente è sempre pregna di un significato profondo, un germoglio invisibile a chi si ferma al puro aspetto esteriore o folkloristico, ma che promette di germogliare per chi è invece disposto a spogliarsi dei ritmi frenetici del mondo moderno e farsi veicolo di un’esperienza che richiede concentrazione, grazia e soprattutto tempo.

Ed è proprio il tempo il vero protagonista di Ogni giorno è un buon giorno, il divenire delle stagioni che porta l’autrice a maturare e comprendere. Così gli eventi della vita trovano un parallelo nelle movenze pensate ed eleganti della cerimonia e viceversa, in un continuo gioco di specchi nel quale le due esperienze sono intrinsecamente connesse. Attraverso la cerimonia del tè viene filtrata ogni esperienza dell’autrice, dall’inerzia di una gioventù pigra alla frustrazione della mancata realizzazione lavorativa, finanche al dolore devastante del lutto.

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cerimonia del tè noriko morishita

La vita scorre come scorre l’acqua e si tinge di ciò che la tocca e attraversa, esattamente come accade con il tè, ed è sorprendente il modo in cui questa analogia ci si palesi un pezzo alla volta davanti agli occhi. E, poiché l’arco temporale coperto dagli eventi corrisponde a diversi decenni, è facile per chiunque ritrovare un pezzo del proprio percorso in quello di Noriko.

Non è una lettura per tutti probabilmente, anzi, all’inizio ci si potrebbe trovare disorientati davanti alla dovizia di particolari e alla precisione lessicale con cui il cerimoniale del tè viene raccontato – alla fine del libro è presente un approfondito glossario, ma consultarlo corrisponde a dover interrompere più volte la lettura – ma, una volta entrati nello spirito della storia, le parole fluiscono e travolgono, facendosi veicolo di serenità, insegnamento e in diversi casi anche di commozione.

Una lettura da scoprire per chiunque ami la cultura orientale – e il tè in particolare – ma non solo: sono certa che l’intensità della scrittura, e degli insegnamenti che essa impartisce in maniera così sottile, sarà in grado di coinvolgere chiunque abbia voglia di confrontarsi con un mondo diverso dal nostro e lasciarsene affascinare.

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