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​Come disporre i piatti a tavola: tutti i segreti per una cena impeccabile

disposizione piatti a tavola
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Una volta il pranzo somigliava a un rito”, declamava Aldo Fabrizi in un componimento intitolato, quasi profeticamente, Sacrilegio. E in effetti è un peccato che questa convivialità, un tempo unificatrice, vada perdendosi in favore di un più rapido morso e via, magari davanti al pc mentre si sbriga qualche pratica di lavoro. Eppure c’è un che di catartico nel disporre i piatti a tavola con cura, preparare il desco come si farebbe con un talamo nuziale, con grande attenzione a ogni minimo dettaglio, perché servire un ospite è un gesto dal fascino antico, proprio delle anime gentili.

Perché non approfittare delle tiepide serate estive per riscoprire la raffinatezza di una tavola apparecchiata secondo i dettami dell’etichetta, condividendo un menu speciale con le persone a noi più care? In questo articolo andremo alla scoperta delle regole basilari per una tavola impeccabile, regole che, vi assicuro, sono molto meno complicate di quanto si pensi!

​Il punto di partenza: menu e dimensioni

Partiamo dal presupposto che una tavola ben apparecchiata non è soltanto una visione gradevole alla vista. La disposizione di piatti, posate e bicchieri è in realtà studiata per essere il più possibile funzionale, in modo che ogni ospite sappia sempre con precisione come servirsi e quale complemento utilizzare.

Per prima cosa, bisogna tener conto del menu – questo è ovvio – e della lista degli invitati. In base al numero di portate e di coperti, la tavola sarà arredata di conseguenza.

​Tovaglia: sì o no?

Prima ancora di disporre i piatti a tavola, bisogna vestirla nel modo giusto. L’etichetta classica vorrebbe una tovaglia di dimensioni adeguate a quelle del tavolo, rigorosamente stirata di fresco. Canoni più moderni, invece, preferiscono le tovagliette su una tavolata nuda, magari di un bel legno lavorato, oppure un sobrio runner che ne attraversi il centro da un capo all’altro.

I tovaglioli si dispongono alla sinistra di ogni commensale oppure al centro sul sottopiatto e, particolarmente se si opta per le tovagliette, devono essere realizzati in stoffa, ben rifiniti e possibilmente senza decorazioni troppo rumorose.

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​Non solo stoviglie: come comportarsi con caraffe e decorazioni

Posizionare decorazioni e centrotavola è sempre un’idea gradita, purché non infastidiscano la cena e la conversazione: no a candelabri o complementi che coprano la visuale, niente candele aromatizzate, sì a punti luce discreti posizionati qua e là sulla tavola.

Un altro dettaglio di cui tener conto è la posizione di caraffe e bottiglie. Per non dare alla tavola un aspetto caotico, particolarmente se sono presenti anche decorazioni, si può optare per uno o più carrelli dai quali servire le bevande. Se, invece, le dimensioni della tavola consentono la disposizione delle bevande direttamente sulla tovaglia, è importante far sì che esse siano a portata di mano di ogni ospite.

Una volta scelta la soluzione più adatta, si passa finalmente all’allestimento.

​Disporre i piatti a tavola: regole basilari per un coperto perfetto

disporre i piatti a tavola

Una regola estetica generale è quella di fare in modo che tutti i coperti siano equidistanti, così l’effetto visivo sarà ancora più accogliente. È possibile, ma non obbligatorio, posizionare al centro del coperto un sottopiatto, magari nello stile che più si confà al padrone di casa, in modo da dare alla tavola un tocco personale, ma sempre senza scadere nel pacchiano.

Passiamo finalmente ai piatti. Per prima cosa bisogna uscire dalla forma mentis piatto piano e piatto fondo: le soluzioni disponibili sono, in realtà, molte di più e ognuna ha una sua funzione.

Per quanto riguarda i piatti da portata, avremo il piatto fondo da utilizzare per le minestre, il piatto piano semplice per secondi o pasta, il piatto piano grande. Ci sono poi le raviere, piatti ovali utilizzati per servire gli antipasti, e i piattini per il dolce e per il pane. Infine esistono piatti appositamente realizzati per servire pietanze specifiche, come lumache o fondue, altra variabile di cui tener conto.

Nel disporre i piatti a tavola, seguiremo una regola visiva secondo la quale i piatti da portata saranno posizionati l’uno sopra l’altro dal più ampio al più stretto: sottopiatto, piatto piano, piatto da antipasto.

Tra le altre cose, come dicevo in apertura, è evidente che questa disposizione segue il naturale avvicendarsi delle pietanze sulla tavola, senza che ci sia necessità di spostare nulla. Nel caso vengano servite minestre o brodi, il piatto fondo sarà portato a tavola già pieno e rigorosamente non troppo caldo, per evitare che l’ospite possa bruciarsi le dita.

Per quanto riguarda il piattino del pane, lo si posiziona nell’angolo in alto a sinistra, possibilmente corredato da un tovagliolino a copertura.

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​Disposizione di posate e bicchieri a tavola

Croce e delizia delle tavole formali, le posate sono così diversificate per forma e funzione che il dilemma di scegliere quella giusta è spesso al centro di gag e siparietti comici in film o commedie. Una regola semplice ma efficace suggerisce di cominciare sempre dalle posate più esterne e proseguire man mano con le successive.

Le forchette vanno posizionate a sinistra, rigorosamente con i rebbi in su, e disposte nell’ordine: forchetta da antipasto, da pesce e da carne. A destra avremo i coltelli, da carne e da pesce, con la parte tagliente della lama rivolta verso il piatto, poi il cucchiaio e infine, se prevista, la forchettina per le ostriche. Sulla parte alta del coperto prenderanno posto le posate da frutta e da dolce.

Seguendo questa disposizione, come accennato a inizio paragrafo, useremo per prime le posate esterne e proseguiremo man mano verso l’interno, ritrovandoci a utilizzare insieme le forchette e i coltelli da carne e da pesce senza errori o imbarazzanti equivoci.

Passiamo infine ai bicchieri, che andranno posizionati in alto alla destra di ogni ospite, sopra alle posate. Possiamo prendere le punte dei coltelli come riferimento per una disposizione perfetta. In linea obliqua avremo dall’alto: bicchiere per l’acqua, calice del rosso e calice del bianco. Dietro di essi posizioneremo i flute per lo champagne.

​Il tocco finale: come disporre e servire gli ospiti per una cena da ricordare

Ed eccoci al momento della rivelazione! In un certo senso, guidare i commensali ai propri posti è parte del gioco e del divertimento. Utilizzare dei segnaposto, magari da lasciare agli ospiti come cadeau, può diventare un pensiero originale ma, in assenza di direttive, si segue la regola classica dell’etichetta:

  • I padroni di casa siedono a capotavola: l’uomo dal lato della porta d’ingresso, la donna dal lato della cucina. Nel caso in cui il padrone o la padrona di casa siano single, di fronte a loro siederà l’ospite di sesso opposto più di riguardo.
  • L’ospite maschio più di riguardo siede alla destra della padrona di casa, mentre l’ospite donna più di riguardo siede alla destra del padrone di casa.
  • Generalmente le sedute si alterneranno tra uomini e donne, e i membri di una coppia non siederanno mai vicini o l’uno di fronte all’altra, a meno che non si tratti di coppie non ancora sposate.

Naturalmente, al di là di regole così stringenti, a prevalere devono essere sempre la gentilezza e il buon senso: aver cura di posizionare un ospite straniero accanto a qualcuno che parli la sua lingua, far accomodare un ospite mancino al capo sinistro del tavolo in modo che non sia impedito nei movimenti, e naturalmente, al momento di cominciare il pasto, non servire le donne in base all’anzianità, gesto che potrebbe risultare offensivo per alcune.

tavola elegante come disporla

Infine, un occhio di riguardo va al modo in cui le pietanze vengono servite: è importante che siano preparate in cucina e possibilmente portate a tavola già impiattate. Tieni sempre presente che un pranzo o una cena vengono goduti attraverso tutti e cinque i sensi e non solo il gusto: la presentazione dei piatti deve essere gradevole alla vista, il profumo intenso ma non fastidioso, la temperatura calda ma non bruciante.

Il vino, invece, va servito dopo essere stato assaggiato e approvato dal padrone di casa e, a meno che la tavolata non sia troppo lunga, bisogna versarne con regolarità nei bicchieri dei commensali perché non siano mai vuoti.

L’arte del cenare non è solo disporre i piatti a tavola: tutti questi dettagli contribuiscono a un’esperienza a tutto tondo che i tuoi ospiti ricorderanno con piacere. Del resto, la convivialità è alla base della socializzazione!

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